Pensierino.-
Oggi ho pensato a come siamo sempre in bilico tra la voglia di essere uguali agli altri, per poterci riconoscere appartenenti a un gruppo, e l'aspirazione di essere diversi, originali, speciali e emergere dal gruppo.
Orwell lo chiamerebbe il desiderio di essere più uguali degli altri.
Spesso siamo come i maiali di Orwell.
Ma ognuno di noi ama il cavallo Gondrano e spera di essere soprattutto come lui.
Atteggiamenti.-
A volte capita di vedere persone - specialmente tra quelle con i capelli bianchi - che quando sono in un negozio, o a uno sportello di un ufficio, hanno un atteggiamento, verbale e non verbale, di chi chiede scusa per il disturbo.
Chiedono scusa per non essere più belli come un tempo? per non essere attraenti? per non essere utili - forse - ed essere lì a chiedere aiuto? chiedono scusa per non essere più così aggressivi come si è da giovani?
Oggi all'ufficio postale ho visto una signora così. Ha domandato un'informazione con questo atteggiamento e dopo era sinceramente grata a chi l'aveva aiutata. Come se non avesse meritato una risposta, come se avesse ricevuto un regalo.
A me mi è venuta una lacrimuccia; ma si sa, io piango per cose futili.
Italiano per stranieri 171.-
Shinobu: Secondo una statistica, gli uomini preferiscono uscire in gruppo, le donne invece preferiscono uscire tette a tette.
Insegnante: Si scrive "tête a tête"; ma si pronuncia "tèt a tèt", è un'espressione francese, sai?
***
Perché pronunciato all'italiana prevede solo uscite fra donne, mi sembra. ;)
Italiano per stranieri 170.-
Parliamo delle fiabe, di quelle che tutti conoscono, in tutto il mondo.
Eppure scopro alcuni personaggi nuovi:
Yo: La Feta dai capelli turchini.
Tomoko: Cappucciotto rosso.
***
Confesso: dopo la Feta speravo in un Cappuccino Rosso, che però non è arrivato.
Citavi spesso, di Borges, quel racconto del Minotauro.
Mi raccontavi il Colombre di Buzzati.
Mi parlavi di Schubert e me lo facevi ascoltare, la sonata in la maggiore.
Mi dicevi di Michelangelo e dei Prigioni.
Mi mostravi delle riproduzioni di Bosch, Il giardino delle delizie.
Da bambina, talvolta, mi raccontavi di Ulisse, Polifemo e la maga Circe.
Tutte cose che amo moltissimo.
Io sono tua figlia, infatti, per sempre.
Italiano per stranieri 169.-
Akiko sì, lo sa che scrivo sul blog. Lo sa eccome.
Così oggi:
Akiko: Sai, mia sorella non mangia quasi per niente la carne.
L'unica cosa che mangia è il potto di pello...
Insegnante: ...
Akiko: ...
Insegnante: Eheh.
Akiko: Blog?
Insegnante: Blog.
***
E abbiamo riso, uh quanto abbiamo riso!
Ho comprato oggi:

una piantina di salvia,

un gelsomino,

una gerbera rosa,

un geranio rosa.
Ce la metterò tutta, lo prometto!
Italiano per stranieri 168.-
Insegnante: Dove hai detto che si trova quel negozio?
Akiko: In via Panzoni.
***
Che in effetti sarebbe molto più logico via Panzoni che via Panzani, no?
Bentornata sul mio blog, Akiko!
Tra l'altro:
a d o r o d a n z a r e !

Italiano per stranieri 167.-
Insegnante: Yoshi, coniuga il verbo sperare all'imperfetto.
Yoshi: Speva.
Insegnante: E' un po' più lungo.
Yoshi: Spessi
Insegnante: hmm... Spe... -ra-...
Yoshi: ...
Insegnante: -va!
Yoshi: -va.
Insegnante: Fantastico! vedi che lo sai?