E' un periodo difficile, di grandi cambiamenti da fare.
Tutto sommato i periodi difficili non sono male, finché ci sono problemi da superare, conflitti da risolvere, nodi da sciogliere. E la voglia di affrontare tutto.
E' un periodo difficile, di grandi vuoti.
E tutto sommato i grandi vuoti sono l'unica condizione possibile perché si possano verificare grandi pieni, successivamente.
Con il movimento lento, l'unico movimento che conosco, ce la faccio. Per oggi.
Insegnante: Quando sei arrivata a Firenze, Camilla?
Camilla: Tre oggi fa.
***
Io solo due oggi fa, di notte.
Ho visto moltissimi posti meravigliosi e tremendi, ho fatto una vacanza ad altissima densità, ho gli occhi pieni di immagini diversissime, nuovissime, antichissime e mi sento appagata.
Più di tutto, però, mi colpiscono gli incontri con le persone. Sguardi, conversazioni di un minuto, gentilezze, o semplicemente osservarle.
L'ultima immagine è la ragazza dell'autogrill umbro, sulla via del ritorno dalla Puglia. Le abbiamo detto: "Devi fare tutto il lavoro da sola, ma come fai, poverina?". E lei, che invece è abituata a scusarsi perché i clienti devono sempre aspettare un po', ci ha regalato una porzione di olive all'ascolana solo così, perché abbiamo notato lei, prima del cibo che volevamo mangiare.
A me interessano le persone, più di tutto.
Parto per una vacanzina.
Torno il 29.
Buona settimana.
Stupita, scossa, stupida e strappata,
Apatica, antitetica e antibiotica.
Accaldata, acquattata e accartocciata.
Svogliata ma: svuotata, scarrupata.
Me ne torno a casa in Vespa, lentamente, senza più [dente del] giudizio.
Così - spregiudicata - passo dal Piazzale Michelangelo e vedo Firenze che è una meraviglia e penso "Che privilegio", poi mi fermo al supermercato e compro tre gelati, poi torno a casa e bevo un bicchiere di acqua fresca.
Penso che arriveranno ancora tante cose belle.
E' una fortuna abitare in un posto così, che uno un giorno si sente un po' giù e se ne va a vedere una mostra di Cézanne che dista dieci minuti da casa, che è bellissima, in un posto, splendido e pure con l'aria condizionata.

Paul Cézanne, Natura morta con pesche e ciliegie

Paul Cézanne, Sulle rive della marna

Paul Cézanne, Strada in salita

Paul Cézanne, Ritratto della moglie

Paul Cézanne, Il frutteto

Paul Cézanne, Le bagnanti
Quando ho visto questo Prevert, oggi, mi sono commossa.
Forse più del dovuto.
C'è una settimana nuova nuova come una caramella.
Tutta da scartare e e provare con la speranza che abbia un gusto buono.
Con questa sensazione - però - che se la mangi un altro, o che resti lì finché non l'assaltano le formiche.
Con quest'altra sensazione - però - che sia l'ultima caramella dell'ultimo pacchetto.
Ma invece è solo l'ultimo antibiotico dell'ultima confezione che mi fa scambiare le caramelle per metafore.
Se sono brava ne compro un pacchetto gigante e le offro ai miei amici, tutti quanti.
Da questo momento:
bAstA!