Koji: Sua figlia era una giovanniccia.
Insegnante: Uhm, come, scusa? Giovanniccia?
Koji: Sì, peggiorativo.
Insegnante: ...
Haruno: Ahahah, sì sì, ho capito, molto carino: ragazzaccia, significa cattiva ragazza.
Koji: Ah sì! Eheh, non giovaniccia, ma ragazzaccia, volevo dire.
***
Si chiama correzione tra pari, e gli insegnanti l'adorano. Specie perché il più delle volte gli salva la vita.
Insegnante: Come stai oggi, Annelies?
Annelies: Domani torno a casa, in Austria, quindi oggi sono molto molto fecile... no, facile!!
***
Per me, al contrario, ogni partenza è difficile.
Insegnante: Sai suonare qualche strumento?
Koji: Strumento significa per esempio la tomba?
Insegnante: La tRomba, sì.
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Altri sono gli strumenti del destino.
Insegnante: ... Sì, la Calabria è una regione italiana.
Annelies: Sì, come la Pùlgola.
Insegnante: Esattamente.
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Ci vorrebbe un capitolo geografico a sé.
Quanto ad Annelies, so già che mi mancherà moltissimo.
L'idea delle cose noiose da fare mi sfianca, mi sembra tutto faticoso, duro, inaffrontabile, insostenibile. Rimando, rimando, rimando. E più rimando, più mi stanco, ché il numero delle cose da fare aumenta e poi perdo il controllo della situazione.
Ci sono però momenti magici, stagioni speciali in cui per qualche motivo mi dico "forza, dai!" e una dopo l'altra faccio tutte le cose noiose: porto la vespa dal meccanico, faccio un paio di telefonate sgradevoli, faccio conversazione con la vicina di casa e le lascio la delega per la riunione di condominio, lavo tutti i piatti ma proprio tutti.
La sensazione di benessere che provo dopo, è impagabile. E sono molto meno stanca di quando rimando tutto.
Insegnante: Che cosa hai fatto ieri, Mayumi?
Mayumi: Ho parlato con il mio casino.
Insegnante: Cugino?
Haruno: Ahahah!
Mauymi: Cusino, sì! Eheh
Kaoru: Casino, ahahah!
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Quando colgono anche loro il doppio senso, è un tripudio di gioia!
Ci sono amicizie che sono così belle che dopo 27 anni, ancora, ci si fa una telefonata, si sta un'ora e mezza a parlare, e finisce che ci si commuove tutte e due.
Amica mia, bene prezioso, lucentezza.
Logico aver fretta, dal momento che la vita è tanto breve.
Eppure - constato quotidianamente -, la fretta non giova.
Respirare col diaframma - sì - giova.
Non sprecare il tempo - anche - giova.
"Il mondo, quindi, è una metafora di qualcosa?", domanda il postino a Neruda, in quel bel film che ho rivisto stamattina.
E a me le metafore, si sa, mi son sempre piaciute tanto.