Amare ogni trasformazione; voler bene per ogni piccolo movimento.
Saori: Che cosa significa "mezzo di trasport"?
Insegnante: Un mezzo di trasporto è per esempio un treno, una macchina, un autobus, una bicicletta...
Saori: Aaah, capito capito. Un mezzo di trasport serve per quelli che non vogliono fare sport.
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L'errore è mio che le ho detto che non è proprio così.
Perché come tecnica mnemonica era strepitosa.
"Un uomo che camminava per un campo si imbatté in una tigre. Si mise a correre, tallonato dalla tigre. Giunto a un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l'orlo. La tigre lo fiutava dall'alto. Tremando, l'uomo guardò giù dove, in fondo all'abisso un'altra tigre lo aspettava per divorarlo. Soltanto la vite lo reggeva. Due topi, uno bianco e uno nero, cominciarono a rosicchiare pian piano la vite. L'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola. Afferandosi alla vite con una mano sola, con l'altra spiccò la fragola. Com'era dolce!"
Da 101 storie zen
a cura di Nyogen Senzaki
e Paul Reps
Insegnante: Che cosa hai fatto ieri pomeriggio, Rolf?
Rolf: Volevo andare alla Galleria dell'Accademia, ma c'era una figlia troppo lunga, non ho avuto pazienza di aspettare.
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Questi giovani d'oggi...
Ho preso una vera cotta per il Conte di Montecristo.
O per Alexandre Dumas, devo ancora chiarire.
C'è tanta vita da scoprire, c'è tanta vita da inventare.
Insegnante: Daichi, sei vegetariano?
Daichi: No, ma la carne non la mangio sesso.
Insegnante: Come scusa?
Daichi: Non la mangio stesso.
Insegnante: ...
Daichi: Non la mangio spesso.
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Autocorrezione, l'adoro.
Daichi: Non andlò più in quel negozio.
Insegnante: Perché?
Daichi: Pelché è un pocco callo.
Insegnante: ... ? ...
Daichi: Costa tloppo.
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Meno male che poi me le spiegano.
Sono v e g e t a r i a n a da due mesi.
Adesso sto pensando che forse
una volta ogni due mesi mangerò una bistecca,
così, come una medicina.
In realtà visto, non letto.
Poi pensato e ripensato, poi comprato.
Attualmente in elaborazione...
Tre stellette e mezza.
Insegnante: Gabriela, preferisci guardare la televisione o ascoltare la radio?
Gabriela: Io preferisco guardare la radio.
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Per carità, sui gusti non si discute. Qualche settimana fa ho avuto una studentessa che nel tempo libero guardava la lavatrice durante la centrifuga. Così, per rilassarsi.
Adesso che non ho tempo, mi vengono in mente mille cose che vorrei fare.
Provo a scrivermele, chissà se la prossima settimana, quando ricomincerò ad avere tempo, avrò anche voglia di farle, le mille cose.
Insegnante: E che cosa è successo, Naoko, quella volta che sei andata a Istambul?
Naoko: Sono andata a Istambul e ho comprato otto chili (8, sic) di pistacchi. Erano molto pesanti, ma per fortuna un uomo turchese molto gentile mi ha aiutato.
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E' una dote che non tutti hanno, saper vedere il mondo a colori.
Insegnante: Allora, Nana, se una persona vicino a te ha la radio accesa con il volume troppo alto e ti dà un po' fastidio, che cosa puoi dirgli?
Nana: "Mi scusi, può rimpicciolire un po' il volume, per favore?"
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A parte i complimenti per la parola in sé, che solo il dizionario ti può suggerire degli errori così pieni di fantasia. Poi detta dalla studentessa Nana (sic) che mentre lo dice sorride graziosa spenzolando i piedi dalla sedia perché è così minuta che i piedi non arrivano a toccare il pavimento quando sta seduta, ecco, è proprio dolcissima.
Irène Némirovsky, Come le mosche d'autunno.
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Non so. Troppo breve per capire dove va a parare.
O troppo nervosa, stanca, distratta io, magari.