
Nel libro illustrato per bambini di una delle mie studentesse preferite ci sono anch'io, di profilo, sulla destra. Lusingata, onorata, riconoscente.
Insegnante: Allora, gli aggettivi possessivi: per la prima persona singolare usiamo IL MIO, per la seconda IL TUO, per la terza IL SUO. Come può essere l'aggettivo possessivo per la prima persona plurale?
Laine: IL NUO!
Insegnante: Molto carino! Ma purtroppo è IL NOSTRO. Per la seconda persona plurale è...?
Saskia: IL VOSTRO.
Insegnante: Benissimo, per la terza plurale?
Laine: IL LOSTRO.
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Se la grammatica fosse matematica...
101 storie zen,
a cura di Nyogen Senzaki e Paul Reps.
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1. Una tazza di tè.
Nan-in, un maestro giapponese dell'èra Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen.
Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. "E' ricolma. Non ce n'entra più!".
"Come in questa tazza," disse Nan-in "tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?".
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Carino, tre stellette!
Insegnante: Che cosa hai fatto ieri, Teresa?
Teresa: Solo salita sulla Coppola del Duomo.
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Coppola, Francis Ford. D'accordo.
Camilla Trinchieri, Il prezzo del silenzio
Traduzione di Erika Bianchi.
Qualche giorno fa ho assistito alla presentazione di questo libro, grazie all'invito di Erika, che l'ha tradotto. L'autrice Camilla Trinchieri ha raccontato che una volta era in un parco e ha visto una mamma con una bimba piccolina, così carine, così affettuose. Si è domandata cosa sarebbe stato di quella madre se le fosse stata strappata quella bimba. Un'immagine, uno spunto, e i personaggi hanno cominciato a vivere e lei a seguirne giorno per giorno le vicende, fino a costruire questo bel romanzo.
Che ho finito stamattina tra le lacrime, che non fa notizia, nel mio caso, ma è un buon segno.
Un altro buon segno è che il giorno dopo la presentazione, a scuola ho lavorato meglio: un'immagine, uno spunto, una nuova idea per una lezione con i miei studenti.

Le gerbere hanno bisogno di acqua, quando fa caldo anche due volte al giorno.
Cure semplici ma costanti. Come noi umani.
Insegnante: Dunque, Hyun Jin, ieri hai visto la partita?
Hyun Jin: Sì. Quando gli spagnoli stavano per fare gol, tutti gli italiani erano piedi.
Insegnante: Certo, in piedi e gridavano, ho sentito.
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L'ho corretta, ma sono fondamentalmente d'accordo con lei. La testa nel pallone, gli italiani diventano piedi.

Ieri la nuova pianta di ibiscus è fiorita per la prima volta.
Bentornata, estate!
Insegnante: Stefan, puoi sederti vicino a Chika, per favore?
Stefan: Molto volontario.
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Cioè, ci sperava ma non aveva il coraggio di prendere l'iniziativa, secondo me.
Chika: Ieri ho visto una laga.
Insegnante (saputella): Vuoi dire: Ho visto un lago, forse?
Chika: No no, non lago: laga. No! Gala.
Insegnante: Galà?
Chika: Gala spoltiva.
Insegnante: Ah, ecco! Una gara!
Chika: Sì, gala di palluccchieli.
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Oibò. Gara di parrucchieri. Dice, poi, che ha vinto una sua collega e che come premio verrà in Italia...
Ma tu pensa: ho fatto un sogno, stanotte e è tutto il giorno che sono di buon umore.
Insegnante: Hyun Jin, che cosa hai fatto di carino nel fine settimana?
Huyn Jin: Niente di particolare, mi sono solo sposata molto.
Insegnante: Ti sei sposata? Ma dai!
Huyn Jin: Riposata, mi sbaglio sempre.
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Niente di particolare; i matrimoni - infatti - ormai non fanno più notizia.
Insegnante: Questo è il fazzoletto. IL FA-ZZO-LE-TTO. Provate a ripetere, per favore.
Saskia: Il fazzottello.
Teresa: Il falozzetto.
Janine: Il fallotezzo.
Akiko: Il fazzoretto.
Laine: Il fattolezzo.
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Principianti assoluti, sublime avventura.