Insegnante: Com'è l'imperfetto del verbo fare, Jun?
Jun: Fava.
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Regolare.
Insegnante: Wataru, com'è il passato prossimo di "mentire"?
Wataru: Sei mento.
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Dunque, intanto si poteva fare direttamente il plurale: sei menti, o magari sette...
Ma poi, dico io, che razza di verbo è, un verbo che si chiama come una parte della faccia?
Insegnante: Allora, Mike, oggi è l'ultimo giorno per te, poi torni a casa?
Mike: Sì, infatti. Ah, prima di partire mi piacerebbe fare una fotocopia con te.
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Se è per questo, la mia amica Benedetta - italianissima - giusto ieri ha detto: "Se faccio in tempo stampo questo foglio e poi domani vado nella fotocopiatrice". Quindi...
A proposito del mappilibro, gli amici di ildueblog, hanno scritto una cosa carinissima!
Grazie amici, oggi sarò di buon umore tutto il giorno!
Vamba, Il giornalino di Gian Burrasca.
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Per il bellissimo tuffo nel passato, tre stellette al terzo libro del 2009.
Che - suppongo - coincide con il primo libro letto in assoluto.
Insegnante: Emelia, che lavoro fa questo amico di Dario?
Emelia: Filippo, il migliore amico di Dario, è un ingegnere... un ingegnere con le ali.
Insegnante: Ah, con le ali...
Dario: Forse si potrebbe dire anche "ingegnere areonautico"?
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Sì, certo, si potrebbe dire ma, fosse amico mio, lo vorrei proprio così, con le ali, leggero, che vola.
Insegnante: Elisabeth, in generale preferisci la medicina tradizionale o quella alternativa?
Elisabeth: Non mi piace l'omeopatia, non ci credo, non credo che servano a niente quei pasticci bianchi di zucchero.
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E in effetti se non ci credi li vedi così i globulini omeopatici, no? pasticci bianchi di zucchero. Hmm, però buoni!
A volte il lunedì è un giorno orrendo.
Ma a volte - come oggi - no.
Mi sveglio, mi sento bene, mi vesto con dei bei colori, mi bevo un caffè lentamente mentre ci guardiamo negli occhi con la gatta Nina, vado a lavorare e non ho nessuna brutta sorpresa, ma solo nuove conoscenze, e disponibilità, e sorrisi.
Il mondo è pieno di persone carine, e questo mondo così me lo voglio godere.
Insegnante: ... e così sei uscita con degli amici, sabato. Erano italiani, Yumi?
Yumi: C'erano alcuni italiani, poi giapponesi e anche ciliegi.
Insegnante: Ciliegi? Come?
Yumi: Sì, come si dice? Abitanti di Chili.
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Chili, ciliegi, cileni, insomma, mica è facile ricordare le sfumature.
Insegnante: ... e Venezia era bella, Ivo?
Ivo: Uhm, sì. Anche se c'era molta nebbia e la piazza era piena di piccioni e gabbiotti.
Insegnante: Gabbiotti? Vuoi dire gabbie per i piccioni??
Ivo: Gabbiani.
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Comunque ci stava benissimo anche gabbiotti (gabbie resistenti e piuttosto grandi, per piccioni).
Salvo Pitruzzella, Manuale di teatro creativo
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Ottima raccolta di esercizi e giochi teatrali, intelligentemente suddiviso, sapientemente organizzato, chiaramente spiegato, ha anche un'ottima bibliografia alla fine. Tra i libri di questo genere è uno dei migliori che mi sia capitato di leggere.-
Amos Oz, La scatola nera
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Il primo libro dell'anno è stato un buon libro.
Un romanzo epistolare dallo stile modernissimo,
Ne condivido il pensiero, lo stile, il messaggio.
Wilbur: Scusa, questa parola è difficile, puoi scriverla sulla lasagna?
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Perché no?
Potete ascoltarmi in un'intervista di Carolina Laperchia per la Web Radio dell'Università degli Studi di Udine.
Che emozione ascoltare la prima mappintervista!!
Insegnante: Jane, com'è il futuro di "andare"?
Jane: Io andrallerò.
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Trallarallà!