"Il momento giusto non viene: siamo noi che lo inventiamo"
Joumana Haddad
Naoyuki: (con naturalezza) Posso usare il uaf?
Insegnante: (imperturbabile) Certo, a scuola è gratuito.
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Uaf - che non è un cagnolino che abbaia - sta per uai fai o, a voler essere pignoli, per wi-fi.-
Insegnante: Qual è il tuo sport prferito, Daniela?
Daniela: Hockey su gelato.
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Sublime!
Gudrun: E il quadro più bello era quello della Madonna del prato... conosci?
Insegnante: Uhm, in effetti no. La Madonna del prato, sei sicura?
Gudrun: Sicurissima. In arte si dice così quando una donna aspetta un bambino.
Insegnante: Io credo che si dica "incinta".
Gudrun: In arte no. Si dice "il prato".
Insegnante: ... Va bene, ho capito: la Madonna del parto.
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Pignola io, che mi fisso su un banale scambio di consonanti.
Marion: A pranzo c'erano tutti: il marito, la moglie, la figlia, i nipoti e il Gennaro.
Insegnate: Ah, e Gennaro chi è?
Marion: Il Gennaro è il marito della figlia, no?
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Sì, anche questa ci sta.
La mia amica Anna lavora in una scuola di musica.
Oggi ha ricevuto la seguente telefonata:
Mamma apprensiva: Signorina, volevo avvertirla che oggi mia figlia non potrà venire a lezione di chitarra perché ha una gastronomia acuta.
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Mangiato troppo, ci sta.
Tennessee Williams, La rosa tatuata
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A volte ci sono cose bellissime che casualmente ci sfuggono.
E poi, finalmente, le incontriamo.
Lettura, teatro, emozioni, vita.
Sul blog di Massimo c'è scritto
"ESPORSI, non ESIBIRSI"
Che infatti corrisponde al mio modo di sentire l'arte.
(Venite, amici, a fare teatro insieme... ho cominciato un nuovo corso di teatro)
Ieri alla mostra Private Flat: idea strepitosa, splendidamente realizzata.
Che uno va, passa e vede mille mila cose, belle e meno belle, ma sempre in grado di aprire un po' il cervello a pensieri non pensati prima, non sentiti già.
La cosa più carina della mostra:
Entro in una specie di sgabuzzino attraversando una tenda nera. In terra c'è un televisore dove ci sono immagini in bianco e nero. Le immagini sono lente, movimenti umani lentissimi. L'attenzione però si sposta immediatamente su un altro elemento. Quello che apparentemente è un manichino bianco con la testa fasciata buttato in un angolo, è invece una donna. E' viva e cattura subito.
La guardo, lei mi guarda, senza ammiccamenti, ma mi guarda, davvero.
Mi tende una mano, da lì dov'è, rannicchiata in un angolo. Istintivamente le tendo la mia e le nostre mani presto si toccano. L'aiuto ad alzarsi. E' tutta dipinta di bianco, dalla testa ai piedi ed è senza vestiti, c'è solo la sua pelle dipinta di bianco.
Quando si è alzata, con un movimento lento e fluido, mi si avvicina e mi abbraccia. Ricambio il suo abbraccio e restiamo lì un po'. Sento il suo respiro e sento il battito del suo cuore. Sento che lei mi sta ascoltando.
Dopo un certo tempo lei si scioglie dall'abbraccio e mi volta lentamente le spalle. Sulla sua schiena dipinta di bianco c'è una scritta nera che dice "ROM".
Resto a guardarla ancora un po', emozionata. Poi esco, e mi dispiace lasciarla lì.
Brava.-
Woody Allen, Basta che funzioni
(Whatever works)
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Il film è carinissimo, quattro stellette.
Ironico, delicato e pungente quanto basta per ridere un po' e sorridere molto.
La considerazione è che sono più i libri che leggo dei film che vedo.
Agatha Christie, dieci piccoli indiani.
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Un capolavoro e un esempio per il suo genere.
In più a metà lettura ho dovuto chiamare Mauro perché avevo paura.
Gli ho dato tre stellette, ma ne pensavo quattro.
Insegnante: Qual è la cosa più carina di ieri, Kristof?
Kristof: Ieri volevo visitare un museo. Il museo è al secondo piano. così sono salato.
Insegnante: ...
Kristof: Ehm, saluto.
Insegnante: ...
Kristof: Sono salito!
Insegnante: Perfetto!
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Che uno mica ci pensa che basta cambiare una vocale e ti si ribalta il mondo.