Sul blog di Massimo c'è scritto
"ESPORSI, non ESIBIRSI"
Che infatti corrisponde al mio modo di sentire l'arte.
(Venite, amici, a fare teatro insieme... ho cominciato un nuovo corso di teatro)
Ieri alla mostra Private Flat: idea strepitosa, splendidamente realizzata.
Che uno va, passa e vede mille mila cose, belle e meno belle, ma sempre in grado di aprire un po' il cervello a pensieri non pensati prima, non sentiti già.
La cosa più carina della mostra:
Entro in una specie di sgabuzzino attraversando una tenda nera. In terra c'è un televisore dove ci sono immagini in bianco e nero. Le immagini sono lente, movimenti umani lentissimi. L'attenzione però si sposta immediatamente su un altro elemento. Quello che apparentemente è un manichino bianco con la testa fasciata buttato in un angolo, è invece una donna. E' viva e cattura subito.
La guardo, lei mi guarda, senza ammiccamenti, ma mi guarda, davvero.
Mi tende una mano, da lì dov'è, rannicchiata in un angolo. Istintivamente le tendo la mia e le nostre mani presto si toccano. L'aiuto ad alzarsi. E' tutta dipinta di bianco, dalla testa ai piedi ed è senza vestiti, c'è solo la sua pelle dipinta di bianco.
Quando si è alzata, con un movimento lento e fluido, mi si avvicina e mi abbraccia. Ricambio il suo abbraccio e restiamo lì un po'. Sento il suo respiro e sento il battito del suo cuore. Sento che lei mi sta ascoltando.
Dopo un certo tempo lei si scioglie dall'abbraccio e mi volta lentamente le spalle. Sulla sua schiena dipinta di bianco c'è una scritta nera che dice "ROM".
Resto a guardarla ancora un po', emozionata. Poi esco, e mi dispiace lasciarla lì.
Brava.-
*****
All'arena estiva ho visto questo film che mi ero persa durante l'inverno. Cinque stellette senza esitazione. Ben fatto, ben recitato, ben diretto. Il soggetto è interessantissimo. Solo adesso ho scoperto che il regista è lo stesso di The hours e Billy Elliot, due film che ho amato moltissimo. Da vedere assolutamente!
"Ognuno suona uno strumento
e quello che ne viene fuori non è la somma dei suonatori,
ma è la musica".
*
Sto leggendo Il giorno prima della felicità, di Erri De Luca (p. 121)

"Molte persone hanno paura dei cambiamenti ma,
se li vedessero come qualcosa su cui poter contare,
sarebbero più tranquilli".
dal film
I ponti di Madison County,
di Clint Eastwood
***
Visto ieri, piangendo come una vite tagliata.
Ah, che soddisfazione.
A volte ho difficoltà a connettere i due emisferi del mio cervello.
Ma ci provo, oh sì, ci provo!
No, in effetti non c'è niente da vedere in questo video.
Ma c'è da sentire un pezzo di Giacomo Carissimi straordinariamente bello.
Io ho avuto la fortuna di cantarlo ieri, alla prova del coro.
Grazie e Giulio, che mi ha fatto ricordare di questo disegno.
Me lo ricordo sulla copertina di Una pietra sopra, di Italo Calvino.
Libro che non ho mai letto, ma che ho adorato - giustappunto - per questa copertina.
Una domenica lenta.
Musica bassa, colori sul muro, un pennello
e mille pensieri di pace, nel mio soggiorno.
(Quello nella cartolina è Rothko)

Va bene, mio malgrado, sono tornata.
Sono stata dieci giorni ad Alcatraz,
che è un luogo accogliente,
semplice,
intelligente,
colorato,
divertente,
amichevole,
rilassante.
Andateci!

Nel libro illustrato per bambini di una delle mie studentesse preferite ci sono anch'io, di profilo, sulla destra. Lusingata, onorata, riconoscente.