Ho visto Ascanio Celestini, ieri sera, a teatro.
Bellissima, La pecora nera.
Bellissimo.
I topi non avevano nipoti.
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Grazie a Caos calmo.
A volte qualcuno si diverte a leggere il mio blog e fa pubblicità.
Lusingata, ringrazio.
"Per la felicità,
pensa agli altri",
c'è scritto, lì, su un foglio,
nel monastero dei buddisti tibetani.
Lusingata, onorata, emozionata, sorpresa e felice,
vorrei ringraziare Laura Montanari e Marzio Fatucchi
per avermi citato su La Repubblica nell'articolo Parliamone insieme .
Si dice così, insomma, su quell'articolo:
"Ed ecco il diario di un'insegnante quarantenne di italiano per stranieri.
Dialoghi "rubati" in classe ma pieni di tenerezze".
Finito. Ecco, ho il mio minuto di celebrità!
Che bellezza.
Ieri sera ho imparato a memoria questa POESIA qui.
Con piacere e commozione.
Tra lacrime e singhiozzi ho letto stamattina le ultime dieci pagine di questo capolavoro. E' di una potenza strepitosa, è bellissimo, densissimo, emozionantissimo. Vale la pena averci passato l'estate intera.
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Dice così, Jean Valjean:
"Morire è nulla; non vivere è orribile".
Quando ho visto questo Prevert, oggi, mi sono commossa.
Forse più del dovuto.
"Quando non si ha più speranza, l'unica cosa che rimane da fare è diventare speranza", diceva oggi Marco Pannella, spiegando il suo digiuno per l'abolizione della pena di morte nel mondo.
L'ho trovato bello.
"M'accorsi allor ch'augel notturno al sole
è nostra mente ai rai del primo vero
e di me stesso risi e de le fole
che già cotanto insuperbir mi fero".
(Torquato Tasso,
Gerusalemme Liberata, XIV, 46)