Vabbe', il canto trentatreesimo di Ugolino è sublime.
E ieri sera in Piazza Santa Croce io piangevo, e Roberto Benigni anche.
Ed elli a me: "O creature sciocche
Quanta ignoranza è quella che v'offende"
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I commentatori sostengono che è Virgilio che parla a Dante.
Ma io lo so bene che si rivolge direttamente a me.
Grazie, Roberto Benigni, per queste belle letture.
Oggi è stato il giorno del settimo canto.
Il quinto canto dell'Inferno è la cosa più bella che io abbia mai letto.
Ci ho pianto sopra così tante volte che lo posso dire con estrema certezza.
Ieri sera in Piazza Santa Croce è stato quasi imbarazzante, non controllavo lacrime, sospiri, singhiozzi.
Ma anche a Benigni si è rotta la voce in un punto, me ne sono accorta.
Storiella ebraica.
C'è un uomo che ha perso la chiave e la cerca sotto un lampione.
Arriva un altro e gli domanda: "Che fai?"
"Cerco la chiave che ho perso", risponde il primo.
"E dove l'hai persa?"
"Laggiù".
"Ma se l'hai persa laggiù, perché la cerchi qui?"
"Perché qui c'è luce, almeno ci si vede".
Ascoltata da Roberto Benigni, in queste sere.
***
E' inutile cercare le cose dove è più facile. Bisogna cercare nel posto giusto, anche se è difficile.
"Temer si dee di sole quelle cose
ch'hanno potenza di fare altrui male
de l'altre no, che non son paurose"
Beatrice, nel secondo canto dell'Inferno, vv 88-90.
A me piace credere che "altrui" significa "agli altri" e non mi interessa per niente che cosa dicono i commenti illustri. A me piace così, e così lo trovo sublime.
Ed elli a me: "Oh creature sciocche,
quanta ignoranza è quella che v'offende".
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Dante, Dante, oh Dante
.
(Ripassando il VII)
"Non era ancor di là Nesso arrivato
quando noi ci mettemmo per un bosco
che da nessun sentiero era segnato".
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Da oggi comincio a studiare il canto XIII. Una terzina al giorno.