Le acque verdi nelle Gorges du Verdon, in Francia.

Il sentiero delle Ocre di Roussillion, in Francia.



In Francia ho fatto un viaggio nei colori. Che bello!
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Questo post è dedicato a Manuela, mia amica e compagna di colori.-
Quarto giorno forzato a Torino. Mentre aspettavamo con le dita incrociate il respondo del meccanico (un perno del cambio rotto, i pezzi di ricambio sono per definizione impossibili da trovare), abbiamo camminato ancora per le vie del centro e siamo scesi ai Murazzi. Volevamo fare un giretto in battello, sembrava carino e poco costoso. Lunedì però no, è l'unico giorno che non viaggiano...
E' verde, tutto intorno.
Eheh...
Attraversando il ponte, poi, si arriva a una chiesona, la Gran Madre di Dio, chiesona dalla forma insolita, che abbiamo visitato senza troppo entusiasmo. E poi via, ancora a piedi, ripercorrendo le strade ormai familiari, via Po, con i Portici e il tram, e le piazze grandi e i tetti tipici.
Un panino, un sonnellino, una buona notizia dal meccanico (ce la siamo cavata con soli 170 euro, "soli") e ci facciamo un giro di prova in macchina, salendo in collina e andando alla ricerca della Basilica di Superga.-
La vista dall'alto è bella, ma certo un fiorentino fa fatica a rimanere impressionato davanti a un panorama cittadino, avendo come standard Brunelleschi e tutto il resto...
Parcheggiata la macchina - non prima di essere tornati dal meccanico spaventati da un odore sospetto - abbiamo fatto un altro giro a piedi verso il quadrilatero romano con ancora un po' di shopping terapeutico.
L'ultima foto è un augurio per noi di riuscire - domani - a lasciare questa bella città, che ci siamo rimasti un po' impigliati dentro.-
Abbiamo deciso di salutare Torino affacciandoci sul Po, direzione Francia.
Non siamo riusciti neppure a uscire dalla città che il cambio della macchina si è improvvisamente rotto a un semaforo. Di domenica non se ne parla di trovare un'autofficina aperta, così siamo fortunosamente ritornati all'alberghetto che ci ha gentilmente ri-accolti e ci siamo impegnati il più possibile a goderci il nostro terzo giorno a Torino. Decisi ad andare a visitare il Palazzo Reale, abbiamo avuto però problemi di tempistica, quindi è stata necessaria una sosta nei Giardini Archeologici delle Torri Palatine.
Sole caldo caldo, ombra fresca, il giardino era tranquillo ma non deserto.-
Con una piccola fotocamera è facile ingannare il tempo, seduti su una panchina, facendo un autoritratto per due.-
Per risolvere del tutto la giornata è stato necessario un po' di shopping terapeutico da Muji, negozio giapponese che corteggiavo da alcuni anni, che non ero mai riuscita a visitare e in cui oggi ci siamo imbattuti per caso. Possedere una carta di credito talvolta è tremendo.-
La visita al Palazzo Reale è stata divertente. I Re sono gente strana, con un sacco di anticamere e nessuna intimità. Gli appartamenti del principe erano separati da quelli della principessa. Ognun per sé, insomma. La sala più bella era quella da ricevimento della principessa, tutta in seta blu e argento.-
Sul terrazzino dell'albergo, con la canotta e la gonna azzardatissima appena comprate. Nonostante gli imprevisti non ho perso il buon umore. La cena è stata ottima, la compagnia pure.
Obiettivi di domani, riparare la macchina e raggiungere la Francia.-
La Mole antonelliana si trova a due passi dall'alberghetto, ci arriviamo a piedi, in una mattinata fresca con il cielo limpidissimo. Il programma è visitare il museo del cinema che si trova all'interno.-
Il biglietto comprende un viaggio di 57 secondi nell'ascensore panoramico che porta a 85 metri di altezza. Da questa posizione, oltre a provare una vaga vertigine, si può vedere il panorama di tutta la città.-
Gli edifici con i tetti rossi e con una miriade di abbaini, il Po e poi, lontano, le montagne con la neve.-
All'interno del Museo - bellissimo! - c'è una sala enorme dove ci si può distendere su queste comode poltrone dotate di altoparlanti. Si vedono le proiezioni comodamente distesi, si sente l'audio direttamente dalla poltrona e non si disturba il prossimo.-
Una fantasia incredibile! Si può entrare in questo frigorifero, sedersi su delle toilette e vedere alcine immagini di quel capolavoro assoluto du Bunuel, Il fantasma della libertà, per esempio.
Nel museo sono ricostruiti ambienti di mille tipi, dai set dei film, alle case dove i primi film entravano attraverso la televisione.-
Dopo aver passato circa quattro ore nel Museo ed aver pranzato al sole tiepido di Torino, una passeggiata per le strade del centro, fino a raggiungere il Palazzo Reale. Però no, un'altra visita oggi no, non ci si fa a farla. Una camminata verso l'alberghetto, cercando strade diverse da guardare. Siamo a Torino ma pare di essere a Parigi.-
Sono a Torino, città che volevo vedere da anni. Ho trovato un alberghetto carino proprio in centro-centro, vicinissimo a tutti i posti che volevo visitare. La camera è piccola ma ha perfino un terrazzino, che pare di essere a Parigi.
Dal 1° luglio fino al 15 sono impegnata in "Cristiana: la colpa segreta", all'interno della rassegna del Mese Mediceo.
In questa foto sono la matta Isabella.
Lo spettacolo è bellissimo e io sono felice.-
Grazie e Giulio, che mi ha fatto ricordare di questo disegno.
Me lo ricordo sulla copertina di Una pietra sopra, di Italo Calvino.
Libro che non ho mai letto, ma che ho adorato - giustappunto - per questa copertina.
Al Pisa Book Festival, dal 10 al 12 ottobre, ci sarà anche il mappilibrino!
Poi, di lì a poco, anche in libreria!
Felicissima, sono.
Una domenica lenta.
Musica bassa, colori sul muro, un pennello
e mille pensieri di pace, nel mio soggiorno.
(Quello nella cartolina è Rothko)