In realtà visto, non letto.
Poi pensato e ripensato, poi comprato.
Attualmente in elaborazione...
Tre stellette e mezza.
Irène Némirovsky, Come le mosche d'autunno.
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Non so. Troppo breve per capire dove va a parare.
O troppo nervosa, stanca, distratta io, magari.
Marco Baliani, La metà di Sophia.
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L'esotico nella desolazione.
Baliani lo adoro proprio per come sa raccontare le storie.
12 racconti brevi, 12 incontri con 12 personaggi inverosimili (eppur credibili!) che rendono esotico e dolorosamente affascinante un mondo popolato di umanità disperata e terre desolate.
Andrea Camilleri, Il birraio di Preston.
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Questo è il libro di uno scrittore strepitoso, che le parole le sa combinare bene insieme, che sa osservare le cose, sa raccontarle e il modo è un capolavoro.
La vicenda però non è interessante, secondo me.
Goliarda Sapienza, L'arte della gioia.
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E' troppo lungo, ma è proprio un bel libro.
"Ma a quarant'anni, a cinquanta, l'essere umano - se non è perito nella guerra sociale continua - diventa pericoloso, si pone dubbi, richiede libertà, riposo, gioia. Anche la parola vecchiaia mente, Modesta, è stata rimpinzata di fantasmi paurosi come la parola morte per farti stare calma, ossequiosa di tutte le leggi costituite" (p. 537)
Daniel Pennac, Diario di scuola.
E' un libro onesto, umile e coraggioso.
Dovrebbe essere letto da chiunque si occupi di educazione e di formazione in generale, perché illumina, rasserena, diverte e commuove.
Adesso mi è venuta voglia di rileggermi tutti gli altri libri di Pennac.
Fabian Negrin, In bocca al lupo
La storia di Cappuccetto rosso.
Raccontata dal lupo.
Disegni bellissimi.
Poi ho trovato questo posto qui, per perdermi ancora un po' e giocare con i libri.

Daniel Pennac, L'avventura teatrale.
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A parte che ho imparato da un francese che cosa che cosa si intende per "le italiane".
Poi la parte centrale è strepitosa. Perché le cose di teatro sono proprio così.
Sarebbe bello saperle dire bene come le sa dire Pennac.