Ieri sera ho imparato a memoria questa POESIA qui.
Con piacere e commozione.
Rivelazione
Mi sono risolto.
Mi sono voltato indietro.
Ho scorto
uno per uno negli occhi
i miei assassini.
Hanno
- tutti quanti - il mio volto.
Biglietto
lasciato prima di non andar via
Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.
Quando ho visto questo Prevert, oggi, mi sono commossa.
Forse più del dovuto.

Oh, potere, natura
sollevando il tuo corpo nudo,
come, bambini, le pietre
trovare, sotto di esso,
il tuo segreto piccolo e infinito
(J.R. Jiménez)
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido,
chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Erri De Luca (da “Opere sull’acqua e altre poesie”, Torino, Einaudi, 2002)
Benedetto sia 'l giorno, e 'l mese, e l'anno,
E la stagione, e 'l tempo, e l'ora, e 'l punto
E 'l bel paese e 'l loco, ov'io fui giunto
Da'duo begli occhi che legato m'ànno;
E benedetto il primo dolce affanno
Ch'i' ebbi ad esser con Amor congiunto,
E l'arco e la saette ond' i' fui punto,
E le piaghe, ch'infino al cor mi vanno.
Benedette le voci tante, ch'io
Chiamando il nome di Laura ho sparte,
E i sospiri e le lagrime e 'l desio.
E benedette sian tutte le carte
Ov'io fama le acquisto, e il pensier mio,
Ch'è sol di lei, si ch'altra non v'ha parte.
"Sotto la gronda gridano le rondini.
Sotto la gronda gridano le rondini.
Sotto la gronda gridano le rondini.
Sono grandini i chicchi della grandine"
Toti Scialoja
Vivere è per amare qualche cosa.
(Sandro Penna)
Questa felicità promessa o data
m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.
Mario Luzi, 1957
Mi hai insegnato che abbandonarsi è una scommessa e la riuscita deriva dallo stupore la conchiglia si meraviglia di se stessa rivelando che all'interno non ha colore.
(Toti Scialoja)
Se la vita sapesse il mio amore!
me ne andrei questa sera lontano.
Me ne andrei dove il vento mi baci
dove il fiume mi parli sommesso.
*
Ma chi sa se la vita somiglia
al fanciullo che corre lontano...
*
(Sandro Penna)
Il quinto canto dell'Inferno è la cosa più bella che io abbia mai letto.
Ci ho pianto sopra così tante volte che lo posso dire con estrema certezza.
Ieri sera in Piazza Santa Croce è stato quasi imbarazzante, non controllavo lacrime, sospiri, singhiozzi.
Ma anche a Benigni si è rotta la voce in un punto, me ne sono accorta.
Il mondo che vi pare di catene
tutto è tessuto d'armonie profonde.
***
Lo ripete Benigni, parlando di Dante in Santa Croce, ma mi sembra che siano versi di Sandro Penna. Siano di chi sono, sono bellissimi, e oggi ne ho bisogno.
"Temer si dee di sole quelle cose
ch'hanno potenza di fare altrui male
de l'altre no, che non son paurose"
Beatrice, nel secondo canto dell'Inferno, vv 88-90.
A me piace credere che "altrui" significa "agli altri" e non mi interessa per niente che cosa dicono i commenti illustri. A me piace così, e così lo trovo sublime.